Con questo documento firmato nel 1960 da alcuni abitanti della borgata Ghio, si definisce chi sosterrà parte delle spese necessarie alla costruzione della strada che dalle “Due vie” porta a Ghio. Altri si impegnarono con alcune giornate di lavoro.
Come si legge nel documento a ogni giornata lavorativa veniva riconosciuto il valore di 1.200 Lire.
“Zio Magno (Magno Rovera, classe 1903 ) è stato lui che ha fatto la mina quando si è dovuto allargare la strada che non si girava sopra la curva, dopo il Puntet. Lui e suo fratello, barbaToni, sapevano dove infilare la punta del Martello, perché lì si era fatto tutto a mano naturalmente, scalpello e martello. Allora loro ti davano il punto dove battere con gli scalpelli e noi ci alternavamo, soprattutto quelli che erano già un po' più grandi. Io non ero ancora tanto grande perché avevo 12 o 13 anni. Invece Giampiero di Gianet, Aldo, Gian, Custan, Toni, Gianin. Custan obbediva meno volentieri, ma Zio Magno si faceva obbedire. E loro avevano imparato in Francia? Avevano imparato in Francia, dove loro andavano da giovani Prima dell'emigrazione del….ci andavano a lavorare stagionalmente. e facevano più lavorii. Soprattutto facevano i mandriani cioè si occupavano delle bestie. E poi facevano anche altri lavori. Questo del fare i minatori non so che cosa serviva anche a fare delle strade anche. All'occasione accettavano ddiversi lavori”
testimonianza di Piercarlo Roverra, classe 1948