Mìrìno, Gianti Maria, classe 1870, era la levatrice della Borgata.
Anna Simondi ricordava che, nell’ottobre 1915, sentendo avvicinarsi l’ora del parto, andò a Dronero con l’asino per fare rifornimento di farina e altri generi alimentari per la sua famiglia.
Fece il cammino all’andata e al ritorno ma, giunta a Codighiu, sentì che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare a casa, al fondo della borgata. Così si fermò da Mirìno e partorì Giuseppe Pinìn Rovera.
Quando poi Anna Simondi, abitando già ad Alba, dovette partorire la figlia Pierina Rovera, nel 1928, tornò a Ghio appositamente, per essere aiutata nel parto da Mirìno.
Gianti Maria possedeva doti da sensitiva. Dal balcone più volte percepì l’arrivo delle valanghe e, in un caso, salvò la vita a Giursìn Rovera che stava lavorando al Pra’ dal Biàl: gridando forte gli consentì di mettersi al riparo.
Invecchiata, Mirìno era minuta, pesava 40 kg. Il genero venne a prenderla e la portò a Pradleves nella cabassa (la gerla) per assistere le figlie Maria e Margherita che, nel 1942, dovevano partorire a breve distanza di tempo l’una dall’altra.