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Bùte, Madamìno, Prüs de la Ciapèlo

location_onBorgata Ghio - 12025 Dronero
personCreata da Labs Firstlife
Ambito:Documentale, Educativo, Ambientale
Argomento:Testimonianze orali
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Ambito:Documentale, Educativo, Ambientale
Argomento:Testimonianze orali
Associazione Borgata Ghio
Fa parte di Associazione Borgata Ghio
Bùte, Madamìno, Prüs de la Ciapèlo
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Info

Piante di mele noi ne avevamo due Achì derèire, perché a Codighìu non è che ne avevamo tante mele, fosse stato già a Muscère, al Vallone, oh, loro ne avevano. Le nostre mele noi dicevamo i bute, ce n’erano di rosse e di pallide e anche i madamìna. Di pere avevamo, nùs disiin quelle ‘d la ciapello, maturavano tardi. Noi le mangiavamo crude, la mamma ci sgridava diceva “Sarebbero tanto buone cotte, ma vusàuti avè pa’ tèmp, i mangè vèrde”. A raccogliere le mele andavamo sulla pianta, quelle avevano le rame lunghe, noi lasciavamo le rame e poi li scrollavamo e cadevano. Se scappavano, andavano giù dal Bial. Poi al Mulinét de Bèp facevano anche lu vìn de pum perché facevano il vino, quelli che ne avevano. A macinare portavano le mele un po’ di scarto, non so ma così stava un po’ bruschetto, mi ricordo che la mamma alle volte ce ne dava, ma non è che a noi piaceva tanto, si facevano quelle cose lì. Anna Rovera, classe 1909
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