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Caso de Mirìno

location_onBorgata Ghio - 12025 Dronero
personCreata da Labs Firstlife
Ambito:Documentale, Educativo, Ambientale
Argomento:Testimonianze orali
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Ambito:Documentale, Educativo, Ambientale
Argomento:Testimonianze orali
Associazione Borgata Ghio
Fa parte di Associazione Borgata Ghio
Caso de Mirìno
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Info

Mìrìno, Gianti Maria, classe 1870, era la levatrice della Borgata. Anna Simondi ricordava che, nell’ottobre 1915, sentendo avvicinarsi l’ora del parto, andò a Dronero con l’asino per fare rifornimento di farina e altri generi alimentari per la sua famiglia. Fece il cammino all’andata e al ritorno ma, giunta a Codighiu, sentì che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare a casa, al fondo della borgata. Così si fermò da Mirìno e partorì Giuseppe Pinìn Rovera. Quando poi Anna Simondi, abitando già ad Alba, dovette partorire la figlia Pierina Rovera, nel 1928, tornò a Ghio appositamente, per essere aiutata nel parto da Mirìno. Gianti Maria possedeva doti da sensitiva. Dal balcone più volte percepì l’arrivo delle valanghe e, in un caso, salvò la vita a Giursìn Rovera che stava lavorando al Pra’ dal Biàl: gridando forte gli consentì di mettersi al riparo. Invecchiata, Mirìno era minuta, pesava 40 kg. Il genero venne a prenderla e la portò a Pradleves nella cabassa (la gerla) per assistere le figlie Maria e Margherita che, nel 1942, dovevano partorire a breve distanza di tempo l’una dall’altra.
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