“Ero bambina, racconta Anna Rovera, del1909, ho visto a Codighìu dei giovani ballare e ho detto a mia mamma “C’erano dei ragazzi della Cumba: sai, mamma, quel ragazzo che è tuo cugino”, “Ah – mia mamma diceva - c’era anche Culinèt?” “Lui ha baciato Ninìn”. Mia mamma si è messa a ridere. “Sì, sì, ha baciato Ninìn, mentre ballava”. Poi, povero ragazzo, è andato a militare, è stato prigioniero, la guerra del ’15 è stato prigioniero nell’Austria. Ma era un ragazzo vispo e furbo, da là non sono tanti che son tornati, però lui è venuto a casa, è venuto a morire lassù. Io andavo a scuola a quel tempo, era di lunedì, le persone arrivavano dal mercato di Dronero, e dicevano: “A Dronero c’era il figlio di Culìn Furciulìn. I suoi genitori avevano provato a mandargli anche della crusca, ma lo facevano morire di fame. Lui scriveva che gli mandassimo del pane, ma non glielo davano da mangiare, mangiavano loro. Hanno perso la guerra per la fame. Così quel ragazzo era arrivato a casa, però l’avevano preso mentre scappava, l’avevano picchiato e poi è venuto ancora a casa, ma è morto. La nostra maestra andava sempre a fargli le iniezioni, anche mia mamma è andata a vederlo, perché era suo cugino. Suo papà l’ha trovato a Dronero, quando l’ha visto è quasi svenuto, era irriconoscibile, era morto di fame. Non credeva mai più di trovare il figlio, e l’ha accompagnato in caserma lì a Dronero, a consegnarlo.
Poi, dopo un mese o due è morto, ma prima di morire aveva detto a sua mamma, perché loro abitavano lì alla Cumba, e avevano due finestre che guardavano la nostra strada che va a Codighìu: “Mamma, aprimi ancora una volta la finestra, voglio vedere dove son passato tante volte”.
Lui veniva sempre a Codighìu a trovare quella ragazza. “Voglio ancora vedere una volta dove sono passato tante volte”, e poi era morto.
Erano venuti su gli Alpini a fargli il funerale, con il tenente.
Io non ero andata, ero ancora piccola, ma lì la gente piangeva tutti e l’han portato gli Alpini sulle spalle, e sopra la bara gli avevano messo la mantellina e il cappello da alpino e il tenente ha fatto il discorso.
L’han seppellito alla Margherita. Si chiamava Demaria Giacomo”.