Codighìu, la Borgata Ghio di Dronero, era abitata fino agli anni ’30 da circa 200 persone.
Erano famiglie di contadini che, nella totalità o in grande maggioranza, conducevano attività di coltivazione a pascolo dei propri terreni o di coltivazione di cereali montani come segale. Allevavano un piccolo numero di vacche (3-8) destinate sia alla produzione del latte e alla conseguente caseificazione di burro, ricotta e qualche forma di formaggio, che alla riproduzione di vitelli I quali venivano venduti a pochi mesi, per essere poi destinati all’ingrasso e alla successiva macellazione.
Gli uomini si dedicavano al lavoro agricolo nel periodo marzo-agosto. A partire dal 16 agosto scendevano in pianura per vendere acciughe.
Rimanevano nella Borgata i vecchi, le donne, i bambini.
Gli acciugai sarebbero ritornati dalle loro famiglie poco prima di Pasqua e qualcuno avrebbe conosciuto un figlio nato nei mesi della sua lontananza.
I giovani di Codighìu si riunivano sul Calatà, un piccolo slargo nel cuore della borgata, oppure al Portico vicino alla Cappella, per cantare e ballare
alle note della fisarmonica, che molti giovani suonavano.